Magnitudine: come si misura la luminosità delle stelle
Numeri più piccoli significano più luminoso, e cinque magnitudini sono un fattore 100.
Gli astronomi descrivono quanto appare luminoso un oggetto nel cielo con la sua magnitudine apparente. La scala è antica e un po’ controintuitiva, ma facile da usare una volta note due regole.
Regola 1: più piccolo è più luminoso
La scala risale ai cataloghi stellari dell’antichità, associati a Ipparco e Tolomeo, che dividevano le stelle in sei classi: le più luminose erano di «prima grandezza», le più deboli visibili di «sesta grandezza». La scala moderna ha mantenuto questo verso, quindi:
- una stella di magnitudine 1 è più luminosa di una di magnitudine 2,
- gli oggetti molto luminosi hanno magnitudini negative.
Regola 2: 5 magnitudini = 100 volte
Nel 1856 Norman Pogson rese la scala precisa: una differenza di 5 magnitudini è un fattore esattamente 100 in luminosità. Una magnitudine è quindi la radice quinta di 100, un fattore di circa 2,512.
| Differenza | Rapporto di luminosità |
|---|---|
| 1 magnitudine | circa 2,5 volte |
| 2,5 magnitudini | 10 volte |
| 5 magnitudini | 100 volte |
| 10 magnitudini | 10.000 volte |
Quanto sono luminosi gli oggetti
| Oggetto | Magnitudine |
|---|---|
| Sole | −26,7 |
| Luna piena | −12,6 |
| Venere alla massima luminosità | −4,9 |
| Giove alla massima luminosità | −2,9 |
| Sirio, la stella più luminosa della notte | −1,44 |
| Vega | 0,03 |
| Stella Polare | 1,97 |
| Stelle più deboli visibili a occhio nudo con cielo buio | circa 6 |
I valori di Sole e luna piena sono dell’American Meteor Society, quelli dei pianeti di Astronomy Engine per il periodo 2026-2035, quelli delle stelle del catalogo HYG (basato su Hipparcos).
Cosa puoi vedere davvero
Sotto un cielo buio, lontano dalle città, l’occhio nudo arriva più o meno alla magnitudine 6, la classe più debole degli antichi cataloghi. L’inquinamento luminoso e la luce lunare schiariscono lo sfondo del cielo e nascondono le stelle più deboli, quindi da una città se ne vedono molte meno.
Su Astrotempo un pianeta è indicato come visibile a occhio nudo quando è più luminoso della magnitudine 5. I più deboli (Urano e Nettuno) sono indicati come visibili con binocolo o telescopio. La vista 3D del cielo mostra le stelle fino alla magnitudine 6,5, ciascuna con dimensione e colore secondo la magnitudine e il colore di catalogo.
Magnitudine assoluta
La magnitudine apparente dipende dalla distanza: Sirio appare luminosa anche perché è vicina. La magnitudine assoluta è quanto apparirebbe luminoso un oggetto da una distanza standard. Per gli asteroidi si usa un riferimento apposito: la luminosità a 1 UA dal Sole e dalla Terra, completamente illuminato. I cataloghi orbitali la riportano come valore «H». Astrotempo usa i valori H del JPL per stimare la luminosità degli asteroidi stanotte.
Fonti
- Krisciunas (2001), A brief history of astronomical brightness determination methods at optical wavelengths (Ipparco e Tolomeo, definizione di Pogson)
- NASA JPL Solar System Dynamics glossary: H (magnitudine assoluta H)
- American Meteor Society: Fireball FAQ (magnitudine del Sole e della luna piena)
- Magnitudini stellari: database HYG v4 (CC BY-SA 4.0), vedi le fonti. Magnitudini dei pianeti: Astronomy Engine.
Domande frequenti
Perché le stelle più luminose hanno magnitudini più piccole?
La scala risale ai cataloghi stellari dell'antichità (Ipparco e Tolomeo), che mettevano le stelle più luminose nella prima classe e le più deboli visibili nella sesta. La scala moderna ha mantenuto quell'ordine, quindi gli oggetti più luminosi hanno i numeri più piccoli, perfino negativi.
Quanto è più luminosa una stella di magnitudine 1 rispetto a una di magnitudine 6?
100 volte. Secondo la definizione introdotta da Norman Pogson nel 1856, una differenza di 5 magnitudini è esattamente un fattore 100, quindi una magnitudine è un fattore di circa 2,512.